Ginevra: un murale di MSF davanti agli HUG chiede la protezione dell’assistenza sanitaria
Ginevra, 19 agosto 2026 — In occasione della Giornata internazionale dell’aiuto umanitario, Medici Senza Frontiere (MSF) Svizzera svela un nuovo murale pubblico realizzato dal duo di artisti ticinesi NEVERCREW nel Parc des Chaumettes, davanti all’Ospedale Universitario di Ginevra (HUG). L’opera è un appello a tutelare l’assistenza sanitaria nei conflitti e sottolinea che gli impegni scritti assunti dagli Stati hanno poco senso se non proteggono realmente gli ospedali e il loro personale.
Il murale rappresenta un grande foglio di carta stropicciata sospeso sopra il personale medico-sanitario e gli operatori umanitari. Fa riferimento alla Risoluzione 2286 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata nel 2016, che condanna fermamente, durante i conflitti armati, gli attacchi contro i pazienti feriti e i malati, il personale medico, gli operatori umanitari, gli ospedali e le ambulanze.
Tuttavia, nell’opera il foglio è strappato, pieno di buchi e bruciato, quindi protegge solo parzialmente le persone che si trovano al di sotto. Per MSF, questa immagine è lo specchio di una realtà dolorosa: nonostante le leggi, le risoluzioni e le ripetute condanne, gli ospedali continuano a essere attaccati, le ambulanze ostacolate, gli operatori umanitari e sanitari minacciati e uccisi e molti pazienti non hanno un accesso sicuro alle cure.
"La protezione non può limitarsi a parole scritte sulla carta", dichiara Micaela Serafini, presidentessa di MSF Svizzera. "Nelle zone di conflitto di tutto il mondo, le nostre équipe sono testimoni di ciò che accade quando gli ospedali vengono colpiti, quando le ambulanze non possono circolare e quando le persone hanno troppa paura o non sono in grado di accedere alle strutture sanitarie. Le regole sono chiare, quello che manca è il loro rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nel conflitto".
Questo appello è condiviso anche da partner quali il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che continuano a sottolineare la necessità assoluta di proteggere l’assistenza sanitaria, i pazienti e il personale medico durante i conflitti armati.
Il murale presenta inoltre riferimenti visivi a due luoghi umanitari e sanitari colpiti da attacchi: l’Hotel Canal di Baghdad, in Iraq, sede delle Nazioni Unite, bombardato nel 2003, e il centro traumatologico di MSF a Kunduz, in Afghanistan, bombardato nel 2015. La Giornata internazionale dell’aiuto umanitario è stata istituita proprio in seguito all’attentato contro l’Hotel Canal, costato la vita a 22 operatori umanitari. Dodici anni dopo, l’attacco contro l’ospedale di MSF a Kunduz ha ucciso 42 persone, tra cui alcuni pazienti, operatori sanitari e membri del personale di MSF. Oggi, nel 2026, ossia altri undici anni dopo, gli operatori umanitari e il personale sanitario non sono più al sicuro di allora. Essi continuano infatti a non essere sufficientemente tutelati e, in molti contesti, rischiano costantemente la propria vita per fornire cure a coloro che ne hanno più bisogno.
Realizzato davanti all’HUG, un ospedale in attività nel cuore di Ginevra, il murale crea un collegamento diretto tra un luogo di cura associato alla sicurezza in Svizzera e le strutture sanitarie in pericolo nelle zone di conflitto di tutto il mondo.
"Un ospedale deve essere, prima di tutto, un rifugio per le cure, la dignità e l’umanità", afferma Robert Mardini, direttore generale dell’HUG. "Con questo murale realizzato davanti all’HUG, desideriamo esprimere la nostra solidarietà ai pazienti e al personale sanitario che si trovano ad affrontare la violenza mentre cercano soltanto di ricevere o fornire assistenza sanitaria. L’aiuto umanitario non conosce frontiere e non appartiene a nessuna delle parti. Proteggere l’assistenza sanitaria significa proteggere l’umanità stessa".
Per i NEVERCREW, l’immagine del foglio di carta stropicciato è al centro del significato dell’opera. "Il foglio rappresenta un tetto che evoca protezione, ma i buchi ci mostrano che questa protezione è vulnerabile", spiegano. "Rimanda al divario tra gli impegni presi sulla carta e la violenza che continua a colpire gli operatori sanitari e umanitari nelle zone di conflitto".
Attraverso quest’opera, MSF Svizzera intende portare la questione degli attacchi contro l’assistenza sanitaria al di là degli spazi diplomatici e istituzionali, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica. Il murale invita tutti noi, le pazienti e i pazienti, le équipe mediche e, più in generale, la comunità ginevrina a fermarsi davanti a un messaggio semplice ma fondamentale: l’assistenza sanitaria non deve mai essere presa di mira.
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Al link qui sotto sono disponibili le foto del murale da scaricare.
Amanda Bergman
Jeremias Schnyder